Un passo in più

Come già annunciato ieri da Paola, ho deciso di prendere parte al suo progetto che riguarda il topino Poe.
Nonostante le lusinghiere parole di stima, non credo affatto di essere a un livello tale da meritarle, ed è proprio per quel motivo che ho accettato.
La mia non è falsa modestia, perché sento di avere almeno il potenziale, ma è ancora dormiente.

Se un esperto di karate (si pronuncia caratè, anche se le sillabe giapponesi hanno tutte la stessa tonalità) sfruttasse le proprie conoscenze per rubare i soldi della merenda a dei bambini dell’asilo, sarebbe tutto tranne che un vero sensei (si pronuncia sensee, con un prolungamento lieve della e; tuttavia, ascoltando un giapponese, si potrebbe avere l’impressione di udire sensè).
Come si dice: il vero sensei è colui che non ha bisogno di sfidare l’avversario, pur avendo la consapevolezza di poter vincere.
Un sensei di karate conosce e insegna la base (il kihon), applica la forma (il kata) e sfrutta quelle conoscenze nel combattimento (il kumite).
Ma un sensei insegna anche altre cose in un dojo (pronuncia: doogioo), ossia come focalizzare la tecnica acquisita, in modo da poterla esprimere al massimo potenziale (il kiai e il kime, ossia convogliare l’energia – il ki – e lasciare che esploda).
E così vale per la scrittura, che è una vera e propria forma d’arte, oltre che mezzo di comunicazione: bisogna avere le basi e sapere come esprimerle; è importante anche capire quando e come sfruttarle o quando non superare un certo limite.

Allo stato attuale, credo di trovarmi ancora nella fase kihon; sono solo un novizio che indossa una cintura arancione, e forse sarebbe pure regalata.
Di solito scrivo unicamente per me stesso, senza preoccuparmi di piacere agli altri.
Ho sempre biasimato chi si dedica a tale arte al fine unico di trarne profitto oppure solo per compiacere i lettori e ricevere frivole adulazioni; per come la vedo io, si dovrebbe scrivere per ragioni, diciamo così, più nobili.
Eppure uno scrittore dovrebbe saper scrivere anche per chi legge, pur rimanendo sempre fedele a se stesso.
Come un sensei che evita di combattere quando non serve, così un vero scrittore non dovrebbe sfruttare il proprio talento solo per fare soldi.
Intanto, però, bisogna saper fare tutto, perché è solo a quel punto che vengono compiuti tutti i passi necessari per riuscire a padroneggiare l’arte.
Ecco perché ho accettato di scrivere la presentazione di Poe, anche se non escludo affatto la possibilità che possa essere bocciata (io stesso ho già cancellato la prima bozza): per migliorare e percorrere anche solo un passo in più verso il lontano confine che ancora mi separa dall’essere un vero scrittore.

Vittorio Tatti

Annunci

9 pensieri su “Un passo in più

  1. Pi’s enterprise 🐭

    Sai quante cose smonto io tutti i giorni? Solo così si migliora solo così si arriva a destinazione. Chi crede di sapere tutto o fare tutto ergendosi sul colle del quanto so Figo quanto so bravo in genere con il culo a terra rimane. Io come te faccio e smonto fino a che non sento d’aver fatto tutto il possibile rimanendo fedele al mio stile, cosa che ho conquistato dopo anni e anni e anni di ricerche e prove. Concordo con il tuo pensiero certa che tanto farai un ottimo lavoro. I migliori nascono dalla consapevolezza dei propri mezzi e con umiltà eseguono! Grazie Vittorio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.